Incontro con Franco Malerba
ORIENTAMENTI DREAMERS

Dalla prima esclusione al volo nello spazio: la perseveranza che porta oltre l’orbita

“Vale davvero la pena continuare a provarci quando si viene esclusi a un passo dal traguardo?”
Franco Malerba è la risposta vivente a questa domanda.

Il 31 luglio 1992 parte a bordo dello Shuttle Atlantis per la missione STS-46: è il primo astronauta italiano della storia. In otto giorni compie 126 orbite attorno alla Terra, portando nello spazio il laboratorio europeo Eureca e il satellite italiano “a filo”, il Tethered. È uno dei pochi esseri umani ad aver visto il nostro pianeta come un mappamondo sospeso nel buio cosmico.

Ma il suo viaggio non è stato lineare.

Nel 1977 si candida alla prima selezione astronautica dell’Agenzia Spaziale Europea. Tra migliaia di candidati arriva tra i quattro finalisti europei. Poi l’esclusione: per accordi internazionali verranno selezionati solo tre astronauti. Il suo sogno sembra fermarsi a un passo dalla partenza.

È un momento decisivo.

Malerba accetta una posizione di visiting scientist all’ESA nei Paesi Bassi, lavora nella fisica dei plasmi ionosferici e contribuisce allo sviluppo di esperimenti destinati allo spazio. Parallelamente costruisce competenze nel mondo dell’alta tecnologia, lavorando in Digital Equipment negli anni della rivoluzione informatica e delle reti di telecomunicazione, imparando a gestire progetti complessi e innovazione su scala internazionale.

Nel 1989 l’Agenzia Spaziale Italiana, appena costituita, apre una selezione per l’astronauta scientifico che curerà gli esperimenti a bordo della Shuttle per la missione del satellite italiano “a filo”, detto Tethered. Malerba si ricandida: è l’ultima occasione da non perdere per un biglietto di volo nello spazio. Supera nuovamente le selezioni scientifiche e mediche di ASI e NASA. Nel settembre 1991 viene designato Prime Payload Specialist per la missione STS-46. Franco Malerba non si è arreso, e partirà davvero.

Oggi Franco Malerba continua a essere un protagonista del mondo spaziale. Diffonde la cultura scientifica con il Festival dello Spazio di Busalla, affianca startup europee innovative come coach della Commissione Europea, racconta lo spazio come simbolo di lavoro di squadra, preparazione rigorosa e capacità di affrontare l’imprevisto.

La sua storia ci insegna che le STEM non sono solo formule e tecnologia: sono metodo, disciplina, collaborazione e soprattutto perseveranza.

L’evento è aperto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e dei corsi IeFP.

26 febbraio – La Spezia

nuovo orario 10.30 – sala Dante

ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria ->

I docenti che intendono partecipare accompagnando i propri studenti dovranno effettuare una registrazione per ogni classe, selezionando il numero di biglietti totali corrispondenti alla somma degli alunni e accompagnatori previsti.

Le attività possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Orientamento previsti dalle linee guida emanate con il Decreto Ministeriale 328/2022, e può essere rilasciato specifico attestato. Inoltre, la partecipazione degli alunni della scuola secondaria di II grado potrà esser riconosciuta nel computo delle ore effettuate come attività di Formazione Scuola-Lavoro (exPCTO).

Bio

Franco Malerba nasce nel 1946 a Busalla, in Liguria. Frequenta il liceo classico Giuseppe Mazzini di Genova e si laurea in Ingegneria Elettronica all’Università di Genova nel 1970 tra i primi laureati del corso. Prosegue la sua formazione conseguendo una seconda laurea in Fisica con specializzazione in biofisica, lavorando nel frattempo come ricercatore al CNR. Dopo esperienze nell’industria tecnologica internazionale, nel 1989 viene selezionato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla NASA come Payload Specialist per la missione STS-46 dello Shuttle Atlantis.

Il 31 luglio 1992 diventa il primo astronauta italiano a volare nello spazio.

È giornalista pubblicista, autore dei libri La Vetta/The Summit e Professione Astronauta, e continua a promuovere la cultura scientifica e la visione dello spazio come frontiera di conoscenza e responsabilità collettiva.

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